Virgoletta, il borgo dei campanari

Martedì 2 ottobre al Centro Allende alle ore 17, le Edizioni Giacché presentano “Virgoletta, il borgo dei campanari” con le bellissime immagini di Daniele Giannetti, ventiseienne fotografo esordiente.

La presentazione, con Irene Giacché e Eliana M. Vecchi, studiosa del territorio e profonda conoscitrice delle tradizioni lunigianesi, ci racconta di un libro nato dall’autentica passione per il proprio territorio, con accompagnamento della proiezione delle immagini e ascolto delle celebri campane.
A Virgoletta, infatti, uno dei borghi più belli della Lunigiana, sopravvive la tradizione di suonare le campane a corda manualmente. Cinque anziani signori vi suonano le cinque campane come veri e propri strumenti (ogni campana, una nota), con un repertorio appositamente riadattato che spazia da “Vecchio scarpone” a “Piemontesina bella” e persino “Bandiera rossa”…
«Cinque tasti, cinque campane, cinque note e, dunque, cinque campanari! Niente alta tecnologia, niente elettronica, ma solo meccanica», precisa  Giannetti, che in questo libro ha racchiuso i volti, i paesaggi e le antiche pietre di Virgoletta.
Virgoletta, che da lontano, in una visione panoramica, offre il quadro ordinato e compatto d’un borgo immerso nella campagna, entro una cornice leggiadra di alberi fioriti nella bella stagione o sfumato nelle stagioni più malinconiche da una romantica nebbiolina, tra alberi spogli lucidi di pioggia, su uno sfondo digradante di colline. Al centro, la chiesa, col suo campanile alto trentuno metri, orgogliosamente proteso verso le nuvole, con le sue cinque campane e la ben affiatata squadra di campanari pronti a suonarle, fatta di “effettivi” e “riserve”, praticamente tutto il paese.
Immagini che ci accompagnano fin sul campanile e da lì, come affacciati da un altro mondo, sfilano sotto i nostri occhi i tetti del paese e la piazza della chiesa animata dalla gioia festiva, mentre il suono potente delle campane rimbalza da una pietra all’altra, sul lastricato del borgo e si perde tra gli architravi scolpiti, gli antichi stemmi gentilizi e i simboli religiosi; lungo la strada centrale, tra una fontana ornata da una testa leonina e un’antica data scolpita su un portale…

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