Le vene violate

Attilio Manca era un giovane medico, un urologo molto promettente, nato a San Donà del Piave, trasferito a Barcellona Pozzo di Gotto (paese di origine dei genitori) e morto a Viterbo, dove lavorava. Attilio viene trovato senza vita il 12 febbraio del 2004: seminudo, riverso sul letto, il setto nasale deviato, tracce ematiche sul corpo, una pozza di sangue per terra. Sul tavolo della camera da letto si trovavano i suoi attrezzi da lavoro. L’autopsia rivela che il dottor Manca è morto per un micidiale mix di eroina, tranquillanti, alcool. Suicidio, dicono. Attilio si sarebbe suicidato iniettandosi le sostanze in vena, nel braccio sinistro: peccato che fosse un mancino puro e, come afferma chiunque lo conoscesse, avesse scarsissima dimestichezza con la mano destra. La storia italiana è costellata di suicidi strampalati e quello del dottor Manca è ai primi posti per stramberia.

La famiglia non ha mai creduto a questa ipotesi, è convinta che dietro la morte di Attilio ci sia qualcuno di veramente potente: nel 2003, infatti, Manca curò la prostata nientemeno che del boss Provenzano. Chi o cosa ha visto Attilio che non avrebbe dovuto diffondere? La battaglia della famiglia, assistita dall’avvocato Repici, va avanti da 8 anni. Otto anni senza giustizia, senza Attilio: la storia del dottor Manca è oggi un libro, “Le vene violate”, scritto da Luigi Armeli Iapichino, edizioni Armeneo, con le prefazioni di Nichi Vendola e dell’onorevole Sonia Alfano. Il libro è una sorta di dialogo con l’urologo siciliano, tra le poesie di Attilio, gli atti giudiziari, le parole di chi l’ha conosciuto. Perché di Attilio bisogna parlare, parlare, parlare.

Il volume è stato presentato in molte città del Nord e della Sicilia, sempre con grande successo: l’ultima presentazione, a cui ha partecipato come relatore anche il fratello di Attilio, Gianluca Manca, è stata a Corleone, in un immobile sequestrato proprio a Bernardo Provenzano. L’autore, Luciano Armeli Iapichino, spera di riuscire a organizzare una serata per Attilio Manca proprio a San Donà di Piave, dove l’urologo nacque nel 1969.

Speriamo di sentir parlare in tante, tante città di questo libro e di questo caso: siamo vicini alla famiglia Manca nella sua ricerca di verità e giustizia e ci auguriamo che non cada mai il silenzio sul surreale “suicidio” di un giovane urologo.

Il sito dedicato ad Attilio: http://www.attiliomanca.it/urologo/
Per saperne di più sul libro: http://www.linformazione.eu/2012/01/le-vene-violate/
 

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