Tanto tuonò che piovve!

“Non è passato nemmeno un anno dall’immane tragedia alluvionale che ha sconvolto la provincia spezzina e registriamo l’ennesimo disastro e l’ennesimo dramma.” Così la segreteria provinciale di Rifondazione comunista commenta la notizia della frana nella famosissima via dell’Amore.
La drammatica verità è che La Spezia è lo specchio di un paese che sta andando a rotoli mentre si inseguono spread e banche, e non vede il futuro della gente, in primis nella sicurezza dei territorio. Eppur – prosegue la nota di Rifondazione comunista – abbiamo già contato 16 vittime per le alluvioni degli ultimi 3 anni e milioni di danni, centinaia di posti di lavoro polverizzati.
Cosa è cambiato? Nulla, anzi le cose stanno peggiorando, tant’è che ci troviamo a fare per l’ennesima volta le Cassandre di turno. E’ quindi quantomai opportuno che tutti coloro i quali guardano al territorio come terra di conquista  si facciano un bell’esame di coscienza ed incomincino a pensare che le nostre proposte non sono solo posizioni di estremismo ideologico, ma tra le poche soluzioni di compatibilità tra l’ambiente che ci circonda e la nostra stessa sopravvivenza.”
Ripresidiare il territoro attraverso il rilancio dell’agricoltura e della silvicoltura, bloccare nuove costruzioni e rilanciare l’economia del recupero e della ristrutturazione ed infine programmare interventi di utilizzo di nuove tecnologie energetiche da fonti rinnovabili, che sia sull’idrico, fotovoltaio ed eolico. Un percorso già avviato ad Ortonovo, con il voto dello scorso consiglio comunale dello stop alla cementificazione, dalla Spezia con l’impedimento a costruire nelle zone collinari, a Lerici con l’istituzione del geologo di zona, ma occorre un progetto unitario e coordinato in tutta la provincia.”
Invece a cosa abbiamo assistito? Ad un desertico e sconfortante balletto di comunicati di chi annuncia nuovi caselli autostradali in alvei fluviali, outlet e centri commerciali in aree alluvionate, darsene e alberghi in piane alluvionali e magari anche l’esaltazione del piano casa, mentre una decine di comuni della provincia sono gestiti senza un Piano urbanistico in vigore! Ebbene le città prendono forma dal deserto a cui si oppongono. Alla Spezia non è lastricata di buone intenzione nemmeno la strada per l’inferno. Noi – conclude Rifondazione comunista – ci opponiamo al deserto e all’aridità di chi non si assume queste gravi responsabilità, di inadempienza e di mancanza di visione di un futuro per questo territorio.

PRC La Spezia

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