La cultura in discussione, oggi al Centro Allende

“La cultura in discussione”: un pomeriggio di incontro tra rappresentanti delle istituzioni, associazioni e cittadini che si occupano di cultura. Un momento di ascolto e partecipazione, ha dichiarato il Sindaco Massimo Federici, accompagnato dall’assessore alla cultura Diego Del Prato, cui ne seguiranno sicuramente molti altri, poichè il tema è profondamente sentito dalla comunità spezzina quale prezioso bene comune. Al via, quindi, una riflessione atta a porre le basi per le politiche culturali dei prossimi anni.

Tra il numeroso pubblico tanti nomi noti (Dario Vergassola, Giuseppe Benelli, i pittori Francesco Vaccarone e Vittorio Nobili), giovani e meno giovani, rappresentanti di associazioni culturali, vecchi e nuovi arnesi (dai, è una battuta permalosoni!) , studenti, insomma, effettivamente il tema è molto sentito!

“Che i giovani si riprendano Spezia e Spezia si riprenda il mare” (Diego Del Prato),  non dimenticando l’offerta culturale per i cittadini meno giovani (Giovanna Nevoli). Gli interventi sono stati più o meno sulla stessa linea: negli ultimi anni sicuramente la città è cresciuta, mancano però gli spazi soprattutto da quando cinema e teatri sono stati trasformati in supermerati e parcheggi (Renato Bandoli), occorre rafforzare la collaborazione con Autorità Portuale e Marina Militare, creare un Piano Regolatore della Cultura senza disperdere ovviamente quanto fatto fino ad oggi, rafforzando l’identità spezzina.

Hanno parlato in molti, i concetti più o meno e giustamente sono stati questi.

Due però gli interventi che vorrei riportare precisamente: quello di Alessandra Del Monte, carbonara della cultura, coincisa ma d’effetto: portare la cultura tra la gente, lavorando per i giovani e i meno giovani, non dimenticando l’importanza fondamentale della comunicazione. E ha detto una frase giustissima: una città fruibile dalle donne è fruibile per tutti, bambini, giovani e anziani.

L’altro intervento è stato quello dell’Avv. Andrea Sammartano, componente dell’attuale “commissione teatrale”, che adula Federici, esaltando soprattutto i risultati ottenuti dal teatro Civico (quali?). Con il suo lungo discorso ha fatto capire chiaramente che all’interno della commissione teatrale non ci sono personaggi spocchiosi, come la grande assente che realmente si occupa di teatro, nel senso che non si limita ad andare a teatro ma davvero studia, fa ricerca, insegna e vive di teatro. Infatti era assente.

 

 

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