L'assessore Ruggia di nuovo al centro delle polemiche.

Cristiano Ruggia, architetto quarantenne, assessore con varie deleghe, tra cui Cura del verde urbano, Arredo e decoro urbano, Lavori pubblici, torna a far parlare di sè. Negli scorsi anni si era contraddistinto per i molti alberi fatti abbattere in ogni quartiere della città, guadagnandosi il soprannome di “assessore boscaiolo”, soprannome che lo aveva fatto molto indignare. Noi lo avevamo intervistato qualche mese fa, in piena polemica per l’annuncio di imminenti lavori alla storica Scalinata Cernaia, che prevedevano (e come stupirsi?) l’abbattimento degli alberi, parte perché malati e parte per consentire la ricostruzione dei gradini. Ruggia rifiutava decisamente di passare per il devastatore del verde pubblico, affermando di essere però in guerra contro i pini, rei di rovinare l’asfalto con le radici e rivendicava il suo lavoro: “mai nessuno ha fatto tanto come noi per il verde pubblico, abbiamo ripiantato tutti gli alberi abbattuti, e anche tanti in più”. Oggi Ruggia, ribattezzato “l’Attila della Sprugola” (dove passa lui non cresce più erba, si dice… chissà come prenderà questo nuovo nomignolo) è di nuovo nell’occhio del ciclone, per la decisione di abbattere 48 platani in Viale Amendola. L’assessore, forte di numerosissime preferenze raccolte alle elezioni del maggio scorso, promosso vicesindaco, si difende dicendo che gli alberi sono realmente malati e che verranno ripristinati.
Ci fidiamo del vicesindaco, ma ovviamente monitoreremo la vicenda: nel frattempo, visto che ormai dovrebbero realmente partire i lavori alla Scalinata Cernaia, vi riproponiamo l’intervista dell’aprile scorso. Oltre all’assessore Ruggia, era presente il dottor La Mantia, agronomo del Comune.

Notizie di stampa danno per certo l’abbattimento delle piante della Cernaia: può smentire o confermare la notizia?
Ruggia: Saranno abbattute solo quelle che, da un’analisi, da una valutazione di tipo tecnico-scientifico sono classificate assolutamente pericolose, quindi non tutte. Infatti 11 non verranno abbattute. Le piante pericolose vanno abbattute, altrimenti si incorre nel penale. Detto questo, andremo alla sostituzione con le stesse essenze (trattasi di sophora japonica). Oggi queste piante pagano il pegno di non avere una distanza adeguata, noi le ripianteremo restituendo loro un sesto adatto. Per fare questo, saranno trapiantate quelle che si salveranno, anche per evitare che una potatura frequente faccia più male che bene.

In che cosa consiste la valutazione di pericolosità?
Ruggia: Non si parla di valutazione di pericolosità, ma di valutazione di stabilità.
La Mantia: E’ una valutazione prima di tipo visivo, poi di tipo strumentale. Si usano dei trapani che fanno dei fori piccolissimi, di 3 mm, all’interno del fusto e in base alla densità del legno, si riesce a stabilire se all’interno del fusto ci sono delle cavità, se c’è del legno non sano. Questi dati vengono registrati in una cartella e in base alla percentuale di legno sano che c’è, si può stabilire se la pianta può essere salvata o deve essere abbattuta. Altro metodo di valutazione è una tomografia, dalla quale si capisce quanto legno sano c’è.

Poiché secondo i dati alcune piante risultano pericolanti, perché non si è provveduto a potarle, come invece è stato fatto per altre scalinate, come la Spallanzani, dove ci sono le stesse piante, con la stessa età di quelle della CernaiaNon crede che la manutenzione avrebbe scongiurato eventuali rischi?
Ruggia:La manutenzione di sicuro è un elemento fondamentale, ma se ora andiamo alla sostituzione delle piante non sarebbe logico. Pensiamo che i lavori partano verso settembre. E comunque una potatura, seppur importante, non avrebbe scongiurato il pericolo.
La Mantia: A lungo andare, le potature eccessive, necessarie alla Cernaia per il poco spazio tra un albero e l’altro, sono un danno per le piante.

Secondo il comitato sulla scalinata ci sono almeno due alberi ultracentenari che sono veri e propri monumenti: uno di 2,60 mt e l’altro di 2,20 mt di circonferenza. Secondo il Comune sono nell’elenco di quelli da abbattere. Non crede che si potrebbe adottare una soluzione con dei tiranti, come per l’unico albero superstite alla stazione, in modo da salvarli?
La Mantia: Quell’albero era sano, per questo è stato salvato.
Ruggia: Inoltre, a me risulta che gli alberi monumentali, alla Spezia siano soltanto due: uno è il leccio della Gira e l’altro è quello della stazione e quelli sono tutelati secondo le normative. Non mi risulta ce ne siano nella scalinata Cernaia. Faremo subito un approfondimento. (ndr: chissà se l’approfondimento è stato fatto)

La realizzazione di una nuova rete fognaria prevista potrebbe compromettere le radici delle piante sane? Che provvedimenti verranno presi per evitare il taglio “involontario” delle radici come successo con i cedri centenari della stazione?
Ruggia: La realizzazione dovrà tener conto assolutamente di questo aspetto.

La scalinata risale al 1904-1905: ha più di 100 anni, dunque è un monumento storico. Perché allora avete deciso un intervento di “smantellamento” e “rifacimento” e non un restauro, come sarebbe stato logico?
Ruggia: Io credo che il progetto di restauro sia stato fatto tenendo conto del punto di vista della storia, anche per l’uso dei materiali.

L’autorizzazione necessaria della Sovrintendenza ai beni monumentali ed al paesaggio vi è stata concessa?
Ruggia: Sì.

I lampioni, i corrimano, le panchine e i cestini come saranno? I corrimano saranno fatti con tubo tagliato come quelli di recente installazione sulla parte alta della Spallanzani e della Cernaia?
Ruggia: Non saranno scelti a caso, ma con particolare attenzione, cercando di utilizzare un design che riprenda il periodo Ottocentesco della Spezia.

E’ previsto un percorso partecipativo cittadino per la scelta degli arredi?
Ruggia: Ad oggi non è previsto, si può tenere in considerazione.

Chi sarà il tecnico incaricato di seguire i lavori?
Ruggia: L’ingegner Canneti.

I tecnici del Comune verranno affiancati da esperti nel trattamento dei monumenti antichi,per esempio, laureati in Beni culturali?
Ruggia:  Ritengo non sia necessario, vi sono tecnici del Comune che hanno assoluta competenza in materia.

Si sceglierà una ditta di edilizia a ribasso di prezzo o una specializzata nel trattamento di queste emergenze?
Ruggia:Le gare vengono fatte secondo delle normative, si segue una procedura nazionale.

Claudia Bertanza e Paola Settimini

 

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