DOVE ANDARE NEL WEEK END: SARZANA, FESTIVAL DELLA MENTE

MASBEDO AL FESTIVAL DELLA MENTE 

Edizione 2012 del Festival della mente, la kermesse d letteratura, arte, filosofia e politica che invade Sarzana dal 31 agosto fino al 2 settembre con incontri di altissimo livello, approfondimenti, presentazioni di libri, seminari. Ormai il filo conduttore è il Festival stesso, e le tematiche tendono a diminuire d’importanza di fronte ad un palinsesto strapieno per una platea che ha quasi surclassato festival analoghi e con maggior storia come il Festival della Letteratura di Mantova o Pordenone legge. Ogni angolo di Sarzana (dalle piazze alle librerie) è innervato di un evento culturale seguito da centinaia di persone che intervengono da tutt’Italia, prenotate mesi prima, cosa che porta a una ricaduta economica enorme sulla cittadina. Paolo Rumiz, Mar Augé, Gustavo Zagrebelsky, Erri De Luca, Folco Quilici sono solo alcuni dei nomi di spicco di questa ricca edizione.

http://portale.festivaldellamente.it/it/home

Un Festival che è anche teatrale: omaggio speciale a LUCA RONCONI, Leone d’Oro alla Carriera 2012, e performance di Enzo Moscato e monologhi di Marco Paolini e Ascanio Celestini. Segnaliamo la presenza di Rafael Spregelburd, giovane drammaturgo argentino in Italia tradotto e messo in scena proprio dal maestro Luca Ronconi a Spoleto.

Ci permettiamo di segnalare il giorno sabato 1 settembre ore 15 alla Fortezza Firmafede la presenza del duo di video maker MASBEDO ovvero NICOLO’ MASSAZZA e JACOPO BEDOGNI, quest’ultimo nato proprio a Sarzana. Un gruppo ormai lanciato tra le star dell’arte contemporanea, presente nelle massime collezioni d’arte e nei Festival di videoarte internazionali.

Masbedo creano nuove forme di performatività trasversale, tra il concerto, la performance e l’installazione, traslocando dal video al teatro tematiche esistenziali profonde; allestiscono le loro performance a partire da originarie videocreazioni per poi arricchirle – alterandole in realtà, radicalmente – con una componente musicale live.

Schegge d’incanto in fondo al dubbio (girato al largo di PortoVenere) con SONIA BERGAMASCO è nata come videoinstallazione per due schermi sincronizzati per la Biennale di Venezia (2009) ed è successivamente diventata un live set con musica dal vivo suonata da Lagash dei Marlene Kuntz; il video Glima racconta di un uomo e una donna che lottano legati da vincoli di lacci in pelle come un’appendice organica che rimanda a un rito di possessioni sadomasochistiche e afflizioni autoindotte; intorno a loro un paesaggio esistenziale: l’Islanda, con la sua particolare orogenesi, con la sua attività vulcanica e la presenza della dorsale media-atlantica, va a definire coordinate geoestetiche potentissime.

Questi paesaggi fisici raccontano simbolicamente la distanza tra uomo e donna, ma anche il desiderio di riscatto, il disperato tentativo di opporsi a una deriva di rapporti umani e sociali basati su banalità e prevaricazione. Il paesaggio non è estraneo, entra nella violenza perpetrata nei corpi dove alternativamente uno diventa carnefice e l’altro vittima; in questo rituale della coercizione sotto cui si può leggere la generale volontà a non integrarsi, a non piegarsi e a non sottomettersi alle regole del mondo e la generale riluttanza ad obbedire all’ordine sociale, i protagonisti hanno abbandonato la civiltà ma non la disponibilità a combattere magari in nome di un’ipotetica causa comune che presuppone l’unirsi degli uomini in una catena umana a difesa del proprio patrimonio di valori.

Le ambientazioni dei video dei Masbedo (come Teorema di incompletezza e DISTANTE UN PADRE, girato alle Grazie) grondano potenti metafore esistenziali: le vette impervie e le cime innevate del Monte Bianco, le grandi profondità marine, il mare in tempesta, il paesaggio glaciale e vulcanico, non sono altro che drammatiche istantanee interiori, un veritiero e scomodo specchio dell’anima. Come Amleti irrequieti, vaganti nel vuoto pneumatico di una condizione tragica, evocata nella sua abissalità da una camera iperbarica o da interminabili silenzi, i personaggi dei loro video vivono distillandosi l’ossigeno per una rinascita, o almeno, per una via di fuga.

(tratto da A.M.Monteverdi, Nuovi media nuovo teatro, FrancoAngeli, 2011)

 

 

 

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