La politica, l'antimafia, il Guatemala: Antonio Ingroia si racconta a Pontremoli.

Si è svolta nel pomeriggio a Pontremoli la presentazione del libro “Palermo. Gli splendori e le miserie. L’eroismo e la viltà.”  (edizioni Melampo), del giudice Antonio Ingroia, intervistato da Lucia Annunziata, Maurizio Belpietro e Luciano Ferri. In realtà del libro s’è parlato ben poco: la prossima partenza del giudice palermitano per il Guatemala (partenza contestata da molti) e le intercettazioni Napolitano-Mancino sono state al centro della chiacchierata. Non ha avuto giornalisti compiacenti, Antonio Ingroia: le domande sono state spesso “punzecchianti”, ma è riuscito a rispondere al meglio, difendendo il lavoro della sua Procura e la decisione di partire.

“Non è una rinuncia” ha detto “ma una nuova pagina nella mia carriera”. Ingroia racconta che il suo sogno è esportare su scala internazione quello che è stato il sogno nazionale di Giovanni Falcone, una Procura antimafia che funzioni come funzionava il pool di Falcone e Borsellino. Spera di poter dare il suo contributo anche all’estero e comunque “non è un addio, ma un arrivederci” assicura, ironizzando “Non vi liberate di me, tranquilli”.

Maurizio Belpietro, nel consueto ruolo del “provocatore”, ricorda al giudice che, nel corso di un’intervista rilasciatogli tempo fa, rispose “mai dire mai” alla domanda sulla politica. E’ ancora di quest’avviso? chiede il direttore di “Libero”. Scherza, Ingroia, dicendo che tra pochi mesi ci sono delle elezioni in Guatemala, e conferma il “mai dire mai”, lasciando però intendere che al momento non è nei suoi programmi.

Arriva la notizia che domani Panorama pubblicherà le trascrizioni delle intercettazioni: Ingroia appare sorpreso, ma si dice sicuro che dalla sua Procura non vi siano state fughe di notizie: se le trascrizioni del giornale dovessero corrispondere al vero, questo sarebbe un gravissimo illecito, sul quale indagherebbe la Procura di Caltanissetta.

Il giudice si dice tutto sommato fiducioso, sereno, anche se la mafia non è stata sconfitta, difende l’operato della Magistratura e auspica che la politica si impegni più a fondo nella lotta alla mafia: fino a questo momento c’è stata una legislazione volta al contenimento del fenomeno mafioso, ora bisogna pensare a una politica che aspiri alla sconfitta della mafia.

Se lo augura lui, ce lo auguriamo anche noi.

Claudia Bertanza

 

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