Qualche riflessione di Marco Grondacci

Riflettevo in questi giorni di pausa da calura estiva,  che da quando

1. bloccai, da assessore, le concessioni edilizie per l’allora costruendo centro commerciale Le Terrazze (era il 2000)

2. mi dimisi da assessore per protestare contro la sudditanza alla lobby della Contship, da parte degli enti locali spezzini nonchè degli organi di controllo: Arpal, Asl,Polizia doganale con in aggiunta il Tribunale di Spezia  (era il 2000)

3. presentai una memoria alla procura della repubblica per denunciare lo scandalo della finta bonifica dell’area ex ip (era il 2001)

 io sono stato totalmente emarginato politicamente e soprattutto professionalmente dalla provincia spezzina.  Non solo, ma negli anni successivi ho avuto progressivamente enormi difficoltà a lavorare anche nelle aree esterne a Spezia dove avevo cercato nuovo spazio professionale: Toscana, Umbria, Ponente ligure, soprattutto da parte di quelle società di consulenza ed enti pubblici più legati al sistema di potere PD-legacoop etc, per i quali invece avevo lavorato tranquillamente fino a poco tempo prima. Tutto questo in un contesto dove tutti i miei interlocutori riconoscevano le mie grandi qualità professionali e umane… a parole!  

A quel punto,  per continuare a fare la mia professione (che amo profondamente e alla quale ho dedicato tutta la mia vita cioè il diritto ambientale), avrei dovuto fare una scelta drastica: azzerare tutto ed andare a vivere in regioni lontane da qui o addirittura fuori Italia… ma non è facile quando hai più di 40 anni, una famiglia e un figlio da crescere.  Ma soprattutto non ho voluto dare ragione a chi gestisce il sistema di potere mafioso e clientelare di questa città e ho continuato tra mille difficoltà a vivere a Spezia mettendo le mie competenze a disposizione dei cittadini spezzini inquinati. Sono sopravvissuto anche professionalmente e di questo vado orgoglioso perchè è stato merito mio e solo mio… certo potevo fare di più professionalmente, ma è andata così.

Quanto sopra lo voglio ricordare anche a quegli amici che ogni tanto, sicuramente in buona fede, mi dicono :”è un peccato che uno come te non abbia un maggior ruolo politico e professionale in questa città”… se non ce l’ho i motivi stanno tutti dentro il percorso che ho descritto sopra e non sono il frutto di un accidente, di sfiga, o di mia cattiva volontà. 

Soprattutto voglio ricordare tutto questo non per rivendicare alcunchè o per recitate la parte della vittima sacrificale… le scelte che ho fatto nel mio passato le ho fatte consapevolmente ed ero perfettamente a conoscenza delle possibile conseguenze che ne sarebbero derivate. Ne voglio sentire, come mi è capitato recentemente, discorsi tipo tu fai molto per la comunità ma la comunità cosa fa per te. Le mie scelte non le ho fatte per avere in cambio nulla ma solo per rispetto verso me stesso e per amore verso la terra in cui sono nato e vivo e dove ho intenzione di continuare a vivere.

Quindi nessuna rivendicazione ma semmai un monito anche agli amici distratti di non dimenticare in quale città viviamo, che tipo di sistema di potere governa il nostro territorio, quali sono i legami tra questo sistema locale ed il resto dei poteri forti di questo Paese, e cosa succede alle persone che decidono di mettersi di traverso sul serio contro tutto ciò; e quando dico sul serio mi riferisco non ai discorsi che spesso sento fare ma a fatti e comportamenti concreti svolti nell’esercizio di funzioni amministrative e professionali, fatti e atti che possono colpire interessi precisi e puntuali tipo quelli che ho descritto all’inizio di queste note. 

Io credo che questo esercizio di memoria lo dobbiamo a tutti gli emarginati per il loro impegno civile del nostro territorio… ma soprattutto credo che questo esercizio di memoria sia il presupposto affinchè una comunità locale e nazionale possa riprendersi il mano il proprio destino spazzando via lobby e potentati locali e nazionali.  La comunità locale deve fare tutto ciò non per rispetto o risarcimento verso me o quelli come me, ma deve farlo per rispetto verso se stessa e soprattutto verso i giovani spezzini che in questo territorio meritano di crescere, vivere, lavorare senza dover più subire i ricatti di questo potere clientelare e mafioso che da decenni sta bloccando il respiro alla nostra provincia.

Marco Grondacci

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