Passeggiando nel golfo di Venere con Vittorio Nobili: in uscita il catalogo del pittore spezzino.

Doppia presentazione in programma per lunedì 20, alle 19, al castello di San terenzo e mercoledì 22, alle ore 18, al Castello di Ameglia, per “Passeggiando nel Golfo di Venere”, catalogo dell’artista spezzino Vittorio Nobili, curato dalla storica dell’arte Angelica Polverini.

Nonostante la considerevole produzione dell’artista, si tratta del primo catalogo per il pittore, che esce in bella veste per i tipi delle Edizioni Giacché e presenta 58 tele riprodotte a regola d’arte, accompagnate dai testi evocativi e poetici della Polverini, già autrice di un testo scientifico, qui alla sua prima pubblicazione divulgativa, che ci accompagna nella lettura dei numerosi dipinti che Nobili ha dedicato alla Spezia. Davanti alla tela con i rimorchiatori al molo «mi ritrovo bambina – racconta – quando correvo fino al faro e poi tornavo indietro sulla sponda sinistra per passare rasente ai rimorchiatori. Stretti ed accoccolati come enormi chiocce nere, i rumori delle potenti macchine sempre in moto e quell’odore di nafta misto a salino che pensavo di non ricordare più. Solo adesso guardando questa tela mi ricordo perfino alcuni dei loro nomi: Tuono, Pluto, Portovenere.

Come per ogni piccolo spezzino quello era per me il primo e più vivido approccio alla navigazione: passando vicini vicini ai rimorchiatori sentivamo vibrare tutto il corpo per la forza dei motori, inebriandoci degli effluvi marinareschi e respirando quell’idea di mondi lontani e porti sconosciuti che sapevano trasmetterci…»

Così sulle pagine patinate di questo ricco e colorato catalogo scorrono dipinti che ritraggono alcuni dei borghi più belli della nostra zona come Portovenere, Vezzano Ligure, Lerici, La Spezia e Fivizzano, tutti Comuni che hanno patrocinato l’opera e che ospiteranno quest’estate, nelle diverse sedi, mostre dei dipinti di Vittorio Nobili.

Una prima volta anche per l’assessore alla cultura della nostra città, Diego del Prato, che patrocina con il logo del Comune anziché con quello delle Istituzioni Culturali.

Così, tra un tramonto sul mare e una vista in collina, avremo modo di “passeggiare” assieme all’artista tra i tanti «angoli di unica e squisita spezzinità: tra visioni che risuonano dolcemente come rimembranze affettive. Come il faro del Molo, simbolo ed immagine per eccellenza della nostra città. Uno non può dirsi spezzino se almeno una volta non si è seduto alla base del faro per scrutare.

Cosa si osserva di lì? Si passa qualche mezz’ora in completo svuotamento, persi in quella dimensione che sa di ultimo terreno, di confine estremo circondato dal mare. Qualche sguardo ai pescatori, un granchio che scappa veloce sugli scogli, e la risacca delle onde, sulle quali ci perdiamo in una meditazione prolungata, come quando davanti al fuoco acceso si rimane sospesi e si osserva la danza delle fiamme. E ancora una pilotina che parte veloce e il rimorchiatore al seguito, il pescatore che scatta veloce sul mulinello e la brezza che ci scompiglia i capelli. Talvolta il perfetto sconosciuto che abbiamo a fianco intavola qualche discorso e poi, così come siamo arrivati lì, dopo esserci ricaricati di salmastro ed aria fresca, si ricomincia il cammino…»

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.