Bella tutta! Un libro di Elena Guerrini.

Elena Guerrini, maremmana, è attrice, regista, scrittrice, autrice e mamma. Ed è, anche, una taglia extralarge, una ragazza “in carne” insomma, come si suol dire. E’ una delle tante donne italiane che non entrano nelle taglie da anoressiche proposte dagli stilisti, ma che non per questo rinunciano a un piatto di pasta o ai dolci. Elena, nella sua vita, ha provato la dieta del minestrone, quella delle banane, quella a zona, la dissociata, la Atkins… Ha provato anche a mangiare una tenia, ma la tenia è morta. Di fame, ovviamente.  (citazione sua) Ha lottato con la bilancia, ha tentato la via del digiuno, ha perso 310 chili riprendendone 325. E’ stata in lotta col peso per anni, tentando in ogni modo di essere bella, uguale alle altre, piacevole agli occhi del mondo, di una società che ci vuole tutte alte, belle, bionde, taglia 42. Siccome non ci riusciva, è passata all’estremo opposto, enfatizzando in ogni modo le sue super curve osando un look alla Madonna (quella che canta, non la Santa Madre) e portando in giro i suoi chili di troppo con disinvoltura, finché un giorno ha buttato la bilancia, i manuali di dieta e s’è vista, finalmente, bella. Bella coi suoi chili di troppo e il suo corpo imperfetto, bella anche se distante dalle modelle delle riviste, bella con la sua passione per i dolci. Ma non “bella dentro”, come si dice delle ragazze bruttine, ma tanto simpatiche. No, lei s’è vista “bella tutta”. E “Bella tutta!” è diventato un monologo teatrale, portato con successo in giro per l’Italia (e qui a La Spezia in occasione della Festa della Donna) e un libro, edito da Garzanti.

Perché “Bella tutta!” non è l’apologia del grasso, ma bensì un invito, a tutte le donne, a vedersi belle con i propri difetti, perché la perfezione non esiste. Ed è, soprattutto, una spietata critica alla società moderna con assurdi canoni di bellezza, fuori dai quali sembra non esistere possibilità. Ogni donna può, deve essere bella, bella tutta. E grassa dev’essere solo un aggettivo, scrive Elena Guerrini, senza alcuna connotazione offensiva, un aggettivo come bionda o magra: “solo allora sarà cambiato qualcosa in noi e nel sistema mondo”. Sentirsi bella tutta vuol dire accettarsi,  “Bella tutta!” è la ribellione a chi ci vuole tutte omologate, simili a Barbie, con lo stesso sorriso di plastica, vivere una vita di plastica (non a caso, il tormentone di qualche anno fa “Barbie girl” che recita testualmente “I’m a Barbie girl, in a Barbie world, life in plastic, it’s fantastic” è una delle canzoni che accompagnano lo spettacolo teatrale).

La speranza di Elena è quella che, dopo aver letto questo libro, le donne imparino a volersi bene come sono e gli uomini ad amarle fino all’ultimo chilo.

Bella sei bella, per me sei bella come il sole! Tanta sei tanta, tanto che non trovo le parole! Bella ciccia pacioccona mia, tu sei la più bella la più bona che ce sia, tonda e piena, come la luna, tu sei la mia gioia tu sei la mia fortuna. (Radici Nel Cemento, Bella ciccia).

Claudia Bertanza

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