TUTTI CONTRO I MAGISTRATI ANTIMAFIA

Palermo, Via d’Amelio, 19 luglio 2012

Nel ventesimo anniversario della morte del giudice Paolo Borsellino e degli agenti Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Fabio Li Muli, Claudio Traina e Agostino Catalano, salgono sul palco i giudici che indagano sulla trattativa mafia-Stato e sulla strage.

Tra di loro c’è il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Caltanissetta, il dottor Roberto Scarpinato che, raccogliendo l’invito di Salvatore Borsellino, legge la sua lettera a Paolo. Il testo, di cui è consigliato l’ascolto (http://www.youtube.com/watch?v=VwbmamVb2hc) perché di forte impatto, viene spesso interrotto dagli applausi scroscianti del numeroso pubblico presente. Non è solo un ricordo dell’amico e collega, ma anche e soprattutto una vibrante protesta nei confronti di chi, troppo spesso, siede ai posti delle autorità, ogni 23 maggio e ogni 19 luglio, pur avendo un passato e un presente equivoco. Meglio che restino a casa e, soprattutto, che tacciano, perché svalutano parole come Stato, legalità, giustizia. La lettera di Scarpinato emana rabbia a ogni riga, a ogni parola, scuote la folla, scuote Palermo e l’Italia intera.

Conclude, Roberto Scarpinato, dicendo, in riferimento a chi ha voluto e chiesto la morte prima di Falcone e poi di Borsellino ” Ma nonostante siano ancora forti e potenti, cominciano ad avere paura. Le loro notti si fanno sempre più insonni e angosciose, perché hanno capito che non ci fermeremo, perché sanno che è solo questione di tempo. Sanno che riusciremo a scoprire la verità. Sanno che uno di questi giorni alla porta delle loro lussuosi palazzi busserà lo Stato, il vero Stato quello al quale tu e Giovanni avete dedicato le vostre vite e la vostra morte. E sanno che quel giorno saranno nudi dinanzi alla verità e alla giustizia che si erano illusi di calpestare e saranno chiamati a rendere conto della loro crudeltà e della loro viltà dinanzi alla Nazione”.

Sono bastate poche ore per far scoppiare lo scandalo, per convogliare sui magistrati antimafia nuove polemiche: il CSM ha giudicato “inopportune” le parole del giudice Scarpinato e ha aperto un fascicolo contro di lui. Prima di lui, sono stati attaccati in maniera violenta i giudici palermitani Antonio Ingroia e Antonino di Matteo, colpevoli di essere politicizzati, eversivi e, dulcis in fundo, “assassini”, dopo la morte del consigliere del Quirinale Loris d’Ambrosio, al centro del recente scandalo intercettazioni con l’ex ministro Nicola smemorato Mancino.

La situazione è preoccupante, i segnali sono negativi: 20 anni fa uccisero Falcone e Borsellino con la delegittimazione e l’isolamento, prima che col tritolo. Oggi i giudici che indagano sulla loro morte vengono quasi quotidianamente attaccati, insultati, delegittimati. Il popolo della rete si sta già mobilitando, al grido di “Non lasciamoli soli” e sta progettando una grande manifestazione a Roma, nel mese di settembre, per sostenerli.

Non vanno lasciati soli, questi uomini, perché rischiano quotidianamente la loro vita anche per noi, che ci sentiamo al sicuro a oltre 1000 km di distanza dalla Sicilia. La mafia, nelle sue varie sfaccettature, è entrata di prepotenza nella nostra Liguria, non è più un fenomeno sconosciuto, non è qualcosa di astratto, ci riguarda e non dobbiamo (non possiamo, soprattutto) fare finta di nulla.

La redazione di laspeziaoggi esprime totale e incondizionata solidarietà al dottor Scarpinato e a tutti i Magistrati, reali servitori dello Stato, che lottano contro la mafia, di qualunque mafia si tratti.

Per info sulle attività antimafia e sulle novità: www.19luglio1992.com e www.antimafia2000.com

Claudia Bertanza

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