PAOLO LOGLI ALLA SPEZIA SABATO 19 MAGGIO

 

La Cut-Up edizioni è lieta di presentare l’ultimo lavoro di Paolo Logli. Conosciuto dalla maggior parte dei lettori per la sua attività di sceneggiatore televisivo (artefice di serie di successo quali Il commissario Manara, il Bambino della domenica, Il signore della truffa, L’uomo che cavalcava nel buio) e scrittore noir (il suo ultimo romanzo Quis ut deus è andato esaurito in pochi mesi ed è attualmente in corso di ristampa), Logli si propone questa volta come autore teatrale senza palcoscenico, fissando su carta sei suoi celebri monologhi dedicati a note personalità musicali. La particolarità di Tenco e gli altri, come anticipa nella prefazione il giornalista Renato Marengo, è quella di vedere la musica non relegarsi in un sottofondo dell’azione, ma esplodere con decisione, intrufolarsi, espandersi ed imporsi in primo piano diventando prepotentemente protagonista della scrittura stessa. I monologhi prescelti riguardano storie di compositori e musicisti di diverso genere e natura: si parte da Luigi Tenco, che ha radici liguri proprio come Logli, per passare a Giovan Battista Pergolesi, Jimi Hendrix, Joseph Haydn, E. A. Bixio e Giacomo Puccini, tutti apparentemente distanti l’uno  dall’altro ma tutti legati al fil rouge della musica e delle sue intersecazioni con la biografia del proprio interprete e, soprattutto, del talento: E il talento di Paolo è quello di riuscire a trovare una chiave narrativa coinvolgente e credibile ma, come in musica, “arrangiata” su misura per ognuno di loro.  

 

Alla presentazione del volume seguirà la lettura teatrale di Luca Violini che interpreterà “Dunque lei ha conosciuto Tenco?” monologo che apre la raccolta vincitore del premio “Per voce sola” 2006 per il miglior monologo teatrale italiano.

 

http://www.cut-up.net/cms/index.php

 

 Paolo Logli è sceneggiatore, autore teatrale, scrittore di noir e regista. Nel 1990 ha vinto il premio internazionale Europa Cinema per la regia del miglior videoclip europeo con Hey Joe! di Sam Moore e Francesco Di Giacomo. Come autore teatrale invece, ha vinto nel 2006 il premio dell’ETI Per voce sola per il miglior monologo teatrale con Lei ha conosciuto Tenco?, mentre lo scorso anno ha vinto il Festival Internazionale di Salerno nella categoria soggetto e sceneggiatura originale per Il bambino della domenica, assieme ad Alessandro Pondi, Andrea Purgatori e Beppe Fiorello. Ha inoltre firmato le sceneggiature di numerosi film di successo sul grande schermo. Ultimamente ha fondato con tre amici (Alessandro Pondi, Riccardo Irrera, Mauro Graiani) la 9MQ, una factory di scrittura ubicata nella Capitale alle Officine Farneto, ex fabbrica che funge come luogo dell’anima ma anche di tecnica, mestiere e conoscenza dove nascono e si sviluppano progetti televisivi, cinematografici, teatrali e letterari, con uno sguardo rivolto al mercato internazionale.

 UNA PICCOLA NOTA DELL’AUTORE

 

 Questi lavori sono stati scritti nell’arco di dieci anni, ed hanno in comune il tentativo di contaminare il teatro di parola con la canzone, in un territorio a metà strada tra il recital e il monologo.

 

Non pretendo di avere scoperto l’acqua calda. Semplicemente, se nel corso di un decennio ti capita di tornare così spesso su un genere espressivo, forse qualcosa che ti attira in quel genere c’è.

 

E mi piace pensare che continuerò a scrivere teatro contaminato con la musica o musica contaminata col teatro.

 

Ma ora che mi accingo a scrivere queste note, mi rendo conto che continuerò anche perché in questo decennio questa avventura mi ha fatto incontrare amici coi quali sperare di lavorare ancora.

 

Dunque lei ha conosciuto Tenco? è stato il primo, il capostipite. E’ andato in scena nel 2005 nell’allestimento di “Quelli che con la voce” per l’interpretazione di Luca Violini. Luca ha dei meriti indiscutibili: ci ha creduto da subito, e mi ha incoraggiato a scriverlo e a comporre altri testi per la lettura teatrale. Già l’anno dopo, nel 2006, il ‘mio’ Tenco ha vinto il premio “Per voce sola”, patrocinato dall’Ente Teatrale Italiano, come il miglior monologo teatrale dell’annata. Mi è piaciuto moltissimo scriverlo e metterlo in scena e così, negli ultimi tempi, sono tornato sul luogo del delitto, e con la “complicità” di Renato Marengo, l’ho messo ancora in scena, con la colonna sonora del Piji Quartet, per l’interpretazione di Marcello Mazzarella, un grandissimo attore, che ha regalato al mio testo nuove sfumature e a me nuove emozioni artistiche.

 

Questo è, ne sono sicuro, un testo che difficilmente abbandonerò.

 

Stabat mater è un piccolo lavoro che amo molto, e che ho scritto in occasione delle celebrazioni jesine per i duecento anni della nascita di Giovan Battista Pergolesi. Lo lesse, in quell’occasione, ancora Luca Violini, uno dei più frequenti compagni di viaggio in queste imprese, sul tappeto delle note dello Stabat Mater. L’ho scritto su richiesta, adoro lavorare su commissione. Mi fa sentire molto più artigiano, e molto meno artista. E mi piace così. Infatti sono molto contento del risultato.

 

Un fannullone senza talentoè dedicato a Giacomo Puccini. L’ho scritto nel 2007, ma ce l’avevo in testa già da qualche anno, dopo che, nel 2002, mi venne commissionata da Mediaset una  sceneggiatura su Turandot, mai realizzata. Peccato. Però è rimasto il monologo, rappresentato al Vittoriale di Gardone Riviera in occasione delle Celebrazioni Pucciniane, con la partecipazione di Katia Ricciarelli e della sua scuola di canto lirico. Il regista quella volta era Enrico Maria Lamanna, e il suo tocco si vedeva tutto. Visionario e melodrammatico assieme. Intenso e molto pratico. Un grande regista. Sono sicuro che ci rincontreremo, d’altra parte non c’è due senza tre, e come vedrete tra pochissimo, Enrico ed io abbiamo già due imprese in comune.

 

La rabbia sedicenne, scritto per il duecentenario della morte di Franz Joseph Haydn, è stato letto a Roma, all’Accademia dei Bergamaschi, da Gianfranco Jannuzzo un grande artista e una persona speciale, accompagnato in quartetto da camera dai ragazzi della Di.es.is Accademy del maestro Marta Patrizi. Sono sicuro che, come con Luca ed Enrico, prima o poi metterò in scena qualcos’altro sia con Marta che con Gianfranco, perché è bello lavorare con gli amici…

 

Parlami d’amore Mariù, per esempio, nasce per una telefonata di un amico.

 

Franco Bixio, che aveva letto “Dunque lei ha conosciuto Tenco?”, innamorandosene, bontà sua, e col quale avevo collaborato per imprese legate alla musica classica, mi chiamò per chiedermi se me la sentivo di mettere in scena la storia artistica di Cesare Andrea Bixio, padre suo e di Carlo, un altro caro amico. Cesare Bixio era il primo vero autore di canzoni in lingua italiana. Senza esagerare, il padre dei cantautori e di tutta la buona musica d’autore del bel paese, potevo rifiutarmi?

 

Il testo andò in scena nel 2008 al teatro Parioli, con Nathalie Caldonazzo, Alessio di Clemente, Barbara Begala e Carmine Pasquariello, con gli interventi cantati di Marco Armani, ancora per la regia di Enrico Maria La Manna.

 

Narrandoli a chi legge, questi testi evocano un sacco di amici.

 

E allora spero che l’ultimo di questa raccolta, Una stanza piena di specchi, che ha visto la luce pochi giorni prima di completare il volume, porti con sè un altro incontro indimenticabile. Vi farò sapere.

 

Per ora concludo questo omaggio all’altro mio grande amore artistico, la musica (il primo è la scrittura, non ho dubbi…) con un monologo… rock. Sì, perché se avessi chiuso il conto con grandi musicisti classici, e grandi autori di canzoni, mi sarei sentito rappresentato solo in parte.

 

E allora, eccolo qui, un monologo in cui tento – riuscendoci, spero – di far parlare Jimi Hendrix, il principe della chitarra rock, il simbolo di un amore che non si spegnerà mai, quello per la musica metallica, la musica ostinata e contraria, quella di quando ero ragazzino.

 

Ma non è detto che a ben guardare, non lo sia ancora.

 

Ragazzino, dico. Io ci provo con impegno.

 

 Paolo Logli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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