MIRCO MANUGUERRA: CREARE UN MUSEO CIVICO UNIFICATO

 

TRE PROPOSTE PER UNA NUOVA CITTA’

 

 

Era il 24 giugno del 2010 quando LaSpeziaOggi presentava in esclusiva una proposta di riorganizzazione dell’intero sistema museale della città attraverso l’istituzione del Museo Civico Unificato. A quella proposta se ne sono poi aggiunte altre due: quella della Spezia Wagneriana (23 febbraio 2012) l’Arsenale come Città-Fiera (6 marzo 2012).

 

A lanciare questo pacchetto di soluzioni è stato Mirco Manuguerra, spezzino, classe 1960, dantista creatore del Museo “Casa di Dante in Lunigiana” e della “Via Dantis”, un unicum nella storia del Secolare Commento della Divina Commedia. Manuguerra, autore di libri e pubblicazioni scientifiche ospitate e recensite su riviste internazionali di italianistica, è un libero intellettuale volutamente scomodo che possiede tutte le carte in regola per dire la sua.

 

Ripercorriamo per il nuovo portale le tracce di queste proposte, che fin da subito hanno incontrato l’interesse di Città Futura.

 

1 – IL MUSEO CIVICO UNIFICATO ALLA “DUCA DEGLI ABRUZZI”

 

  • Manuguerra, ci parli del “suo” Museo Civico Unificato.

 

<<Spezia non è Parigi:in questa città un turista può dedicare una mezza giornata ad un solo Museo. Da noi ci sono troppi Musei: perciò non funzionano. Occorre riunire tutte le collezioni in un unico ambiente, che io ho individuato nell’ex caserma Duca degli Abruzzi. L’Unificato si finanza da sé vendendo i cespiti dove sono oggi ospitati la Biblioteca Civica, il CAMeC e il Lia>>.

 

  • Anche la Biblioteca?…

 

<<Non solo: alla Duca degli Abruzzi ci sta anche il Polo Marconi! Immaginiamoci un’enorme macchina della cultura: al piano terra, assieme alle Collezioni Archeologiche, all’Etnografico e al Sigillo, è già predisposto il ristorante (la mensa militare), il bar (idem), e poi ci sono gli spazi per Book shop, libreria, cartoleria-copisteria, sala conferenze. Al piano di mezzo ci stanno il Lia e la Biblioteca Civica. Poi spazi per il Polo Universitario e una libreria specializzata. Pensiamo anche al piazzale della caserma: un’agorà splendida che farebbe dell’Unificato il nuovo punto di incontro di tutti i giovani della Città. Altro che le vasche in via Prione! A quel punto la rinascenza del Quartiere Umbertino sarebbe garantita.

 

  • Il suo piccolo Louvre alla Spezia…

 

<<Esatto. Le nostre collezioni valgono oro, ma vanno offerte in unico, elegante piatto d’argento. Un giorno si dirà: “Andiamo all’Unificato” esattamente come oggi si dice “andiamo agli Uffizi”, “andiamo ai Musei Vaticani”, “andiamo al Museo Egizio”… Il Museo Civico Unificato della Spezia non sarà mai a quei livelli, ma non sarà nemmeno poco… Si attesterà tra i primi 10 musei italiani e non sarà nemmeno il decimo.>>

 

  • Ma la Marina Militare vuole appartamenti per il personale…

 

<<Con la Marina si tratta. Erano disponibili 7 milioni per acquisire la caserma ai soli fini del Polo Universitario, il quale però è diventato pura utopia: allo stato attuale delle finanze pubbliche, pensare ad uno polo universitario spezzino di quelle dimensioni è una barzelletta. A quei primi 7 milioni, provenienti da Regione Liguria e da Fondazione Carispe, si aggiungerebbero i proventi della vendita delle attuali sede infruttifere: si mettono sul mercato la Palazzina delle Arti (5 milioni), la storica sede della Biblioteca Civica (3 milioni) e il CAMeC (altri 5 milioni) ed ecco che la cifra disponibile diventa di (almeno) 20 milioni di Euro. A quel punto 10 mln vanno garantiti alla Marina nei termini richiesti di appartamenti per il personale dipendente e gli altri 8 sono quelli da destinare alla ristrutturazione dell’enorme complesso in funzione della nuova destinazione d’uso. Amministrando come si deve (per intenderci: non certo con lo stile ACAM) ci viene fuori tutto.>>

 

  • Sì, ma le case per la Marina dove si fanno? Quali sono le aree individuabili?

 

<<Ovviamente si parla di un’area da individuare all’interno dell’Arsenale. E’ qui che si deve trattare. Anche l’Arsenale deve essere ripensato>>

 

  • Come si configurerebbe in questo modo il sistema museale spezzino?

 

<<Due soli grandi punti di riferimento autonomi: il Museo Navale, da porre però in sinergia e collaborazione con il Polo Universitario, e l’Unificato.

 

 

  • Manuguerra, si dice che i politici siano poco sensibili ai problemi della cultura. Perché un politico dovrebbe sposare il suo progetto?

 

<<Ma non è vero che i politici siano insensibili alla Cultura. Il problema vero è che i politici che hanno governato Spezia da 40 anni a questa parte hanno una visione tutta loro della Cultura… La mia proposta è di grande valore politico per due buoni motivi. Primo: con l’attuale sistema, dispersivo e deficitario, si perde un mare di denaro ogni anno; non è bello oggi, per un amministratore pubblico, sentirselo dire; sentirselo ripetere, poi, è anche peggio. Secondo: ad una prima stima di massima, in una struttura come l’Unificato alla “Duca degli Abruzzi” sarebbe impiegata una quantità di addetti pari a tre volte quelli oggi in carico presso tutte le strutture oggi interessate all’accorpamento>>.

 

  • E il Castello di San Giorgio?

<<Il Castello è destinato a diventare un punto turistico di qualità superiore. Un bel progetto che non sia alla Calatrava, et voilà: sulla terrazza del San Giorgio ti nasce il più prestigioso dei bar e dei ristoranti cittadini. Si tratta di una location preziosa, dove creare continuamente eventi culturali di alto profilo, come personali d’arte, ma anche rassegne nazionali in stile Scuderie del Quirinale, eventi di moda, servizi fotografici professionali e molte altre cose ancora. Insomma, un’altra piccola industria della Cultura in città. Ovviamente da affidarsi a manager quotati, non a funzionari del comune. E soprattutto con un collegamento città-castello adeguato allo scopo>>

  • Ma chi sarebbe deputato ad amministrare l’Unificato?

<<Gli attuali Direttori avranno la responsabilità delle rispettive, attuali collezioni. Ma la mission primaria di trasformare il valore artistico in valore economico è da affidare ad un unico Manager, auspicabilmente non pubblico. >>

  • Insomma, un’Arte tutta posta al servizio del business?

<<Perché non parlare più semplicemente di Economia Etica? Basta con gli ideologismi: alla Spezia si ragiona da decenni solo in funzione di ideologia e settarismo…>>.

 

2. SPEZIA CITTA’ WAGNERIANA

  • Dopo la proposta del Museo Civico Unificato, veniamo ad un altro possibile motore: lei ha proposto un progetto Wagner alla Spezia.

<<Certamente. Va saputo che esiste una lettera autografa di Richard Wagner, uno dei più grandi musicisti di ogni tempo, che parla del suo soggiorno spezzino. In una notte fatale, quella del 5 settembre del 1853, in una locanda dell’attuale Via del Prione, al n. 45, dove sta una splendida epigrafe commemorativa, lo sciacquio delle onde sulla banchina del molo vicino (ai tempi nell’attuale Piazza Mentana) gli ispirò l’accordo in “Mi Bemolle Maggiore” del Preludio dell’Oro del Reno. Wagner era in quel periodo in preda ad un esaurimento nervoso molto grave, che gli procurava fastidiosissimi problemi di ordine psico-somatico: era ben più di un decennio che lavorava alla Tetralogia e non riusciva a chiuderla perché gli mancava quell’inizio: lo trovò esattamente lì, per sua esplicita testimonianza. Ebbene è sulla base di questa referenza straordinaria che esiste oggi fortunatamente un gemellaggio con Bayreut, la patria di Wagner, solo che mentre la splendida cittadina tedesca ha intitolato alla nostra città una piazza ampia e davvero elegante, questa ignobile amministrazione comunale ha dedicato a Bayreut un vile parcheggio. Non solo: un parcheggio gestito più adgli extracomunitari che dal Comune medesimo>>.

  • Dunque?

<<Spezia, per Bayreut, è una città wagneriana. Per riconoscere tale la nostra città, va ripensata la piazza: Via il parcheggio e subito una statua a Wagner. E da subito si organizzi un Festival Wagneriano>>.

  • Ci dica come fare.

<<Il Festival Wagneriano si può (e si deve) organizzare in collaborazione con il teatro di Bayreut. In riduzione, ovviamente, e magari limitato anche solo alle parti sinfoniche dei capolavori di Wagner. Ma il Festival si dovrà aprire ogni anno, in un momento che non sia in concorrenza con quello di Bayreut, dunque in primavera, con un concerto al Civico tenuto dai ragazzi del nostro Conservatorio: un evento straordinario, di enorme prestigio per la città e per i suoi studenti. Un nuovo appuntamento che diventerà una tradizione imperdibile per la cittadinanza colta. Un po’ ciò che per i viennesi è il celebre Concerto di Capodanno>>.

  • Qualcosa da aggiungere?

<<Sì. Al civico 45 di Via del Prione, dove c’è la splendida epigrafe marmorea in gloria di Richard Wagner, vedrei bene l’allestimento del Museo Wagneriano della Spezia>>.

  • Ma come? Ma lei non era quello del Museo Unificato?

<<Ma questa è una Casa della Memoria: lo spirito del genio Wagner è ancora lì>>.

 

3. UNA CITTA-FIERA IN ARSENALE

– Dopo la proposta del Museo Civico Unificato, dopo la proposta della Città Wagneriana, ecco la terza proposta per una Nuova: la Città Fiera. Manuguerra, ce la vuole illustrare?

<<Innanzitutto tengo a precisare che la proposta del sindaco uscente (Dio voglia che non rientri più…) di fare dell’Arsenale un Museo di archeologia industriale, o qualche cosa di simile, è un’dea scellerata. L’Arsenale ha già il suo Museo Navale, che funziona benissimo, e dunque non va snaturata l’attuale offerta museale della Marina Militare. Inoltre, come ho già avuto modo di spiegare per quanto attiene la proposta del Museo Civico Unificato, la città non ha bisogno di un museo in più (a parte quello wagneriano), ma di un unico grande museo, da allestire alla dismessa “Duca degli Abruzzi”.

  • Dunque l’Arsenale con cosa va rilanciato, secondo lei?

<<Innanzitutto è arrivato il momento di stabilire, una volta per tutta, se la produttività dell’Arsenale ha valore positivo oppure no. Se il valore non è positivo, o non lo è a sufficienza, allora è arrivato il momento di operare scelte nuove e produttive. Se costruiamo un nuovo carrozzone, allora è davvero finita>>.

  • Ma ci sono stati anche grandi nomi dell’establishment industriale locale a parlare dell’Arsenale come un grande Museo e la proposta viene dagli stessi ambienti della Marina.

<<E mi meraviglio! Se si fosse trattato della solita boutade del sindaco uscente (Dio voglia che non rientri più…) mi sarei fatto una grossa e grassa risata, ma così la questione si fa davvero seria: ci sono davvero imprenditori e dirigenti che pensano davvero di rendere produttivo l’Arsenale trasformandolo in un museo industriale? Assolutamente terribile! Eppure è chiaro che l’impresa non vale la candela: troppi investimenti per il risultato migliore ipotizzabile>>.

  • Qual è allora la sua soluzione?

<<Rispondo con una domanda alla città: cos’è l’Arsenale se non una Città-fiera “naturale”? Penso ovviamente al modello della Città-fiera di Milano, non certo a San Giuseppe, con l’Arsenale che è molto meglio del glorioso quartiere milanese. Pensate: panorama collinare e marino, ponte-girevole, grandi locali-officina da allestire con esposizioni tematiche, viali alberati con locali e ambienti per ristoranti, bar, negozi, angoli riposo: tutto! Poi, certamente, ci potrà anche stare l’allestimento di un percorso culturale di archeologia industriale. Poi…>>,

  • E la Marina?

<<E la Marina cosa? Ma la Marina lo vuole aprire o no questo cavolo di Arsenale? Se sì, la soluzione imprenditoriale è questa: il resto sono solo temi da dilettanti>>.

  • E chi dovrebbe gestire il progetto della Città-fiera?

<<Ma la Marina. Naturalmente! Io credo che gli ammiragli, una volta indirizzati alle idee migliori, siano dei buoni amministratori. La Marina Militare è perfettamente in grado, con le sue professionalità, di gestire da sé un proprio business: l‘Arsenale è proprietà della Marina Militare e spero che la Marina Militare sappia tenerselo bene stretto. Guai se anche l’Arsenale finisse in mano ai soliti personaggi che hanno schiantato la nostra città!>>.

  • E come pensa che funzionerà la Città-fiera?

<<Biglietto di ingresso per il pubblico (prezzo popolare) e stand a pagamento per le aziende espositrici. Un sistema-impresa da lanciare inizialmente con qualche evento stagionale, ma destinato a prendere ben presto campo come realtà permanente della Spezia, capace di attirare interessi da tutta Italia e da tutta Europa>>.

  • Quasi non ho il coraggio di chiederlo: e la Fiera di San Giuseppe?

<<Nella Città-Fiera, ovviamente. Si libera la Città e i suoi parcheggi per favorire l’affluenza del pubblico in Arsenale. Ingresso libero: pagano le bancarelle. Pubblicità sui media nazionali e navette continue dalla Stazione e dai parcheggi periferici>>.

  • Migliaia di persone?

<<Migliaia? Perché esprimersi in modo tanto riduttivo?>>

  • Ma il Comune perderà un suo business…

<<Quando il Comune avrà finito di sperperare il denaro pubblico non avrà problemi a rinunciare ai proventi delle bancarelle di San Giuseppe. Ma è anche vero che potrebbe sempre recuperare ad Agosto, con la Festa del Mare>>.

  • Lei pensa che si muoverà qualcosa nei prossimi tempi in città?

<<ConFederici si muoveranno i tarponi del Lagora. E i nostri giovani che dovranno continuare ad andarsene via >>.

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