Il (non) voto degli spezzini

 

 

Mancano pochi minuti all’esito finale di queste amministrative. Molte previsioni, quasi tutte sbagliate. Il ballottaggio sembrava vicino, a leggere gli appelli via facebook e i post difensivi scritti di pugno (o quasi) dai protagonisti diretti della disfida. Invece no. La coalizione che faceva capo al PD, “aumentata” con gli aiutini di RIFONDAZIONE IDV SEL+SOCIALISTI e LISTA SCHIFFINI hanno decretato una vittoria al primo turno di Federici.

Qua i risultati in tempo reale su repubblica.it con i dettagli dei singoli candidati spezzini.

Ma il partito del non voto rimane il più gettonato.  44% ad ora. Vergognamoci per loro. Non ci si stupisca di questa disaffezione politica a cui hanno contribuito vari fattori, nazionali e locali. Una politica lontana dalla gente, associata a un qualunquismo dilagante o autoconvizione che le cose non cambieranno mai, che dovrebbe preoccupare in tempi in cui sembra invece che l’impegno del singolo o dei movimenti venuti su dalla “famosa società civile” avrebbe la forza di sovvertire qualunque ordine.

Non ci aspettavamo esiti da “rivolta delle banlieue”, ma evidentemente alcune tematiche calde che qui alla Spezia hanno tenuto banco nei ultimi mesi, potevano contribuire se non a rovesciare le sorti dell’inossidabile status quo, almeno ad arrivare a metterlo in discussione seriamente. Il PDL si attesta sul 15%. Poco, troppo poco per una seria opposizione. Movimento 5 stelle non farà antipolitica e allora vediamo cosa metteranno in campo, forti del 10% di questa tornata elettorale che porterà a una significativa presenza in consiglio comunale.

Marco Grondacci, attivissimo in questi mesi sul suo blog personale in un post su facebook alle h.19 scriveva a caldo un commento su cui val la pena di riflettere:

“Se Federici confermerà il suo risultato circa il 52% -53%vorrà dire che considerando la quasi metà degli aventi diritto che non ha votato, ha ottenuto non più del 25% di voti circa degli aventi diritto. Un sindaco di minoranza quindi”

La lista Giulio Guerri arriva quasi all’asticella del 5% (ma mancano ancora un po’ di risultati dai seggi) insieme con la sua lista collegata.  Gli altri sono quasi invisibili. Liste civiche che non hanno capito che l’unica forza era la coalizione preventiva. Gravissimo errore di analisi politica a vantaggio di personalismi che non avevano alcun senso.

Aspettiamo i numeri definitivi e onore al vincitore.

Città futura, venuta su in tre mesi, ha provato a inserirsi con i suoi argomenti, negli interstizi del sistema; un risultato quasi definitivo ci attesta ad un onorevole  1%, superiore comunque a molte delle liste civiche in campo con personaggi da tempo sotto i riflettori della politica.  Soddisfatti per ora.  Altre battaglie la attendono. Ora si vedrà chi dietro lo slogan elettorale celava il vuoto e chi idee vere, chi continuerà anche dopo le elezioni e chi si sfalderà come neve al sole. Città futura è un progetto politico nuovo che intende continuare il proprio cammino, nelle diverse forme che riterrà opportune.

 

 

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